Quando si cammina tra gli scaffali del supermercato alla ricerca di cous cous, capita spesso di notare confezioni letteralmente tappezzate di simboli, bollini colorati e scritte rassicuranti. Foglie verdi, cerchi dorati, claim che promettono naturalezza e benessere: un linguaggio visivo studiato per catturare l’attenzione e guidare le scelte d’acquisto. Ma cosa si nasconde realmente dietro questi elementi grafici? La risposta potrebbe cambiare completamente il modo di fare la spesa.
Il marketing visivo che influenza le decisioni
I produttori di cous cous conoscono perfettamente la psicologia del consumatore moderno: c’è sempre più attenzione alla salute, si cercano prodotti genuini e si vogliono fare scelte consapevoli. Per questo motivo, le confezioni vengono progettate con una precisione millimetrica, sfruttando simboli che evocano immediatamente concetti positivi. Una spiga di grano stilizzata, un bollino che richiama la natura, tonalità cromatiche che vanno dal verde al marrone terra: tutti elementi che comunicano salute senza necessariamente garantirla.
Il problema nasce quando questi simboli diventano uno schermo tra il consumatore e la reale composizione del prodotto. Un cous cous può essere presentato con enfasi particolare su caratteristiche minime o addirittura ovvie, distogliendo l’attenzione da ciò che davvero conta: la tabella nutrizionale e l’elenco degli ingredienti.
Quando integrale non significa quello che si pensa
Prendiamo il caso dei prodotti etichettati come integrali. Molti consumatori associano automaticamente questa parola a un prodotto più salutare, ricco di fibre e nutrienti. La realtà è più sfumata. Secondo il Regolamento UE 1169/2011, un prodotto può riportare la dicitura integrale se contiene farina integrale, ma non esiste una soglia minima legale specifica per la percentuale di semola integrale in cous cous preconfezionato, permettendo miscele con semola raffinata. Questo lascia ampio margine di interpretazione.
La strategia è semplice: un grande bollino frontale cattura lo sguardo, mentre le percentuali reali rimangono nascoste nel retro della confezione, scritte in caratteri microscopici. Ci si ritrova così ad acquistare un prodotto che si crede integrale al cento per cento, quando in realtà potrebbe contenerne molto meno, come il trenta o quaranta per cento in alcuni casi commerciali comuni.
I bollini di conformità mascherati da certificazioni di qualitÃ
Un altro aspetto critico riguarda i bollini che sembrano certificazioni di eccellenza ma rappresentano in realtà semplici conformità agli standard minimi di legge. Simboli che indicano l’assenza di OGM, per esempio, possono apparire come un valore aggiunto, quando in realtà nel mercato europeo si tratta di requisiti base regolati dal Regolamento CE 1829/2003, che vieta gli OGM non autorizzati senza soglia minima per contaminazioni accidentali sotto lo zero virgola nove per cento.
Questi bollini non vengono apposti per caso: occupano spazio prezioso sulla confezione proprio perché funzionano. Creano un senso di sicurezza e qualità superiore, quando dovrebbero essere considerati il punto di partenza, non di arrivo, nella valutazione di un prodotto alimentare.

Come distinguere sostanza da apparenza
Esistono strumenti concreti per non cadere nelle trappole del marketing visivo. La prima regola è ignorare completamente la parte frontale della confezione durante la valutazione nutrizionale. Basta girarla, cercare i dati oggettivi e dedicarsi alla lettura degli ingredienti, elencati sempre in ordine decrescente per quantità .
Per il cous cous, conviene verificare questi elementi specifici:
- La percentuale effettiva di semola integrale, se il prodotto si dichiara tale
- La presenza di additivi o conservanti non dichiarati in modo evidente
- Il contenuto di sale, spesso elevato nelle varianti precondite
- Le informazioni nutrizionali per porzione effettivamente consumata, non per cento grammi teorici
Il linguaggio nascosto delle etichette
Alcune formulazioni sono particolarmente ingannevoli. Espressioni come ricco di fibre possono riferirsi a quantità che, pur rispettando i parametri legali per utilizzare tale claim, non rappresentano un reale vantaggio rispetto ad alternative più economiche. Un prodotto può vantare questo bollino con appena sei grammi di fibre per cento grammi, una quantità non particolarmente elevata se si considera che la semola integrale vera ne contiene naturalmente dieci o dodici grammi.
Altrettanto ambiguo è il termine naturale, che non possiede una definizione legale rigorosa nel contesto dei prodotti da forno e derivati dei cereali: può riferirsi all’assenza di aromi artificiali, ma non esclude processi di raffinazione industriale o l’aggiunta di altri ingredienti.
Strategie pratiche per acquisti più consapevoli
Sviluppare un occhio critico richiede pratica, ma alcuni accorgimenti possono aiutare da subito. Fotografare le etichette dei prodotti che si acquistano abitualmente e confrontarle con calma a casa, senza la pressione del supermercato, permette di individuare pattern ricorrenti e di riconoscere più facilmente le strategie di marketing.
Conviene considerare il rapporto qualità -prezzo in modo nuovo: un cous cous meno pubblicizzato, con confezione semplice ma ingredienti di qualità superiore, rappresenta spesso una scelta migliore rispetto a un prodotto venduto a prezzo maggiorato per via dei costi di marketing incorporati.
Il potere delle scelte consapevoli
Ogni acquisto è un voto che si esprime sul tipo di mercato che si desidera. Quando si ignorano i bollini ingannevoli e si premiano i prodotti trasparenti, si invia un segnale chiaro ai produttori. La domanda consapevole stimola un’offerta più onesta e questo meccanismo funziona davvero.
Il cous cous rimane un alimento versatile e nutriente, ma la sua qualità non dipende dai simboli stampati sulla confezione. Leggere oltre le apparenze permette di scoprire che spesso i prodotti migliori sono quelli che comunicano meno e sostanziano di più. La tutela del proprio benessere parte proprio da qui: dalla capacità di distinguere informazione da persuasione, trasparenza da semplice decorazione grafica.
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